Trentennale dell’Alluvione in Versilia: il 19 e 20 giugno Cardoso al centro della memoria e della riflessione sul futuro

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Due giornate per ricordare la tragedia del 19 giugno 1996 e confrontarsi sulle sfide del cambiamento climatico

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18 Giugno 2026

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STAZZEMA. Trent’anni dopo la tragica alluvione che il 19 giugno 1996 sconvolse l’Alta Versilia provocando 14 vittime e devastando il territorio, Cardoso torna ad essere il cuore della memoria collettiva e della riflessione sul futuro. Venerdì 19 e sabato 20 giugno il Comune di Stazzema, attraverso l’assessorato alla Protezione civile, promuove due intense giornate inserite nel programma del Trentennale dell’Alluvione in Versilia. Oltre alle commemorazioni nel giorno del ricordo, sabato mattina sarà la giornalista e divulgatrice televisiva Licia Colò a moderare il convegno nazionale “Cardoso 2026: Trent’anni tra alluvione e cambiamento climatico”,

19 GIUGNO – COMMEMORAZIONE

Le celebrazioni prenderanno avvio con un percorso della memoria che attraverserà i luoghi più significativi della tragedia.

La mattina, alle ore 10, presso la scuola elementare di Pietrasanta, sarà deposta una corona di alloro in ricordo di Alessio Ricci, una delle giovani vittime dell’alluvione. Alle ore 13.45 a Cardoso si terrà la deposizione delle corone di alloro al cippo dedicato alle vittime a Cardoso, momento centrale della commemorazione istituzionale nel paese simbolo della tragedia.

Nel tardo pomeriggio, alle ore 18.40, dalla foce del fiume Versilia a Cinquale prenderà il via la Staffetta della Memoria, organizzata insieme all’Atletica Pietrasanta Versilia, che risalirà simbolicamente il corso del fiume attraversando i territori colpiti dall’alluvione fino all’Alta Versilia.

Alle ore 19.30 la staffetta farà tappa a La Rotta, a Pietrasanta, per un momento commemorativo prima di proseguire verso Seravezza. Alle ore 19.55 a Marzocchino, nel comune di Seravezza, sarà deposta una corona di alloro in ricordo di Valeria Guidi, altra vittima della tragedia del 1996.

La memoria si trasformerà poi in partecipazione collettiva con gli appuntamenti serali: alle ore 20.30 in Piazza Carducci a Seravezza e alle ore 21 in Piazza della Vittoria a Ruosina sono previsti momenti di incontro e raccoglimento che accompagneranno la comunità verso la marcia silenziosa.

Alle ore 21.20 a Pontestazzemese è previsto l’arrivo della Staffetta della Memoria e la partenza della fiaccolata silenziosa verso Cardoso. Il corteo percorrerà gli ultimi chilometri nel silenzio e nel ricordo delle vittime, raggiungendo il paese dove alle ore 22 sarà celebrata la Santa Messa nella chiesa di Cardoso.

Uno dei momenti più suggestivi dell’intero programma commemorativo sarà il Monte Forato illuminato da quattordici fiaccole, una per ciascuna delle vittime dell’alluvione, mentre sul greto del fiume in paese gli Uomini della Neve di Cardoso accenderanno mille lumini, creando un grande segno di luce e memoria visibile nel cuore del paese.

20 GIUGNO – CONVEGNO

Il giorno successivo, sabato 20 giugno, il Palazzo della Cultura di Cardoso ospiterà il convegno nazionale “Cardoso 2026: Trent’anni tra alluvione e cambiamento climatico”, un momento di approfondimento dedicato ai temi della protezione civile, della prevenzione del rischio idrogeologico e delle trasformazioni climatiche che interessano il territorio.

A moderare l’incontro sarà la giornalista e divulgatrice televisiva Licia Colò. Tra gli ospiti e relatori figurano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il vicesindaco con delega alla Protezione civile Alessandro Pelagatti, il climatologo Luca Mercalli, il professor Enio Paris docente dell’Università di Firenze, l’ex capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, il dirigente del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Giulio Fancello, il presidente nazionale di Anpas Niccolò Mancini, e poi la testimonianza degli ex sindaci di allora Gian Piero Lorenzoni, Lorenzo Alessandrini e Manrico Nicolai, e l’ex presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi. Ancora Giuseppe Romano già dirigente generale dei vigili del fuoco,

«Il 19 giugno 1996 non è soltanto una data nella storia dell’Alta Versilia: è una data che ha segnato anche la mia storia personale e familiare – commenta il vicesindaco Alessandro Pelagatti -. Da quella tragedia nacque la Pubblica Assistenza di Stazzema, e mio padre Egidio fu tra i soci fondatori. Da quel momento in poi il suo impegno nel volontariato divenne parte della nostra vita quotidiana, e con il tempo si tradusse anche in un ruolo attivo nell’amministrazione comunale, con una particolare attenzione alle politiche sociali e sociosanitarie del territorio. Credo che quei valori, il senso del dovere verso la comunità, la cura per le persone più fragili, la convinzione che dalle tragedie si possa e si debba ricostruire qualcosa di migliore, me li abbia trasmessi lui. Oggi che anch’io ricopro questo ruolo, cerco di onorarli con lo stesso spirito: con passione, con concretezza e con la stessa voglia di fare per Stazzema e per i suoi cittadini. Il trentennale non è soltanto l’occasione per ricordare le vittime e celebrare il cosiddetto Modello Versilia, che rappresentò davvero un esempio virtuoso e irripetibile di ricostruzione partecipata e trasparente. È anche il momento per riconoscere il debito che tutti noi abbiamo verso chi, in quei giorni e negli anni successivi, scelse di mettersi al servizio degli altri. Mio padre fu uno di loro, e ne sono profondamente orgoglioso».

Le due giornate rappresentano il momento culminante di un mese di iniziative dedicate alla memoria dell’alluvione del 1996, con l’obiettivo di custodire il ricordo delle vittime, trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza di quanto accaduto e rafforzare la cultura della prevenzione e della protezione civile in un tempo segnato dalle sfide del cambiamento climatico.

Ultimo aggiornamento: 18/06/2026, 16:12

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