Presa di distanza dalla soluzione bellica della situazione in Medio Oriente

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Si rimette qui sotto la mozione presentata dall'assessore Anna Guidi e assunta dal consiglio comunale di Stazzema del 10 marzo

Data:

10 Marzo 2026

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Si rimette qui sotto la mozione presentata dall’assessore Anna Guidi e assunta dal consiglio comunale di Stazzema del 10 marzo con il voto favorevole di tutti i consiglieri di maggioranza di Impegno per Stazzema e del sindaco Maurizio Verona, il voto favorevole del consigliere di minoranza Baldino Stagi, e l’astensione delle consigliere di minoranza Marina Staccioli e Federica Canci.

Presa di distanza dalla soluzione bellica della situazione in Medio Oriente

Premesso che

da qualche giorno nei cieli del Medio Oriente sfrecciano di nuovo missili e volano droni, il conflitto si espande e l’ombra dell’atomica si allunga sul mondo, i bilanci militari lievitano, la diplomazia naufraga e linguaggio della forza sembra aver sostituito quello del diritto. La attuale situazione di guerra in Medio Oriente non è un incidente della storia, ma l’esito di una traiettoria: i bombardamenti, le ritorsioni, i fallimenti diplomatici sono l’ultimo atto di una trasformazione complessiva che spinge da anni verso la guerra, un percorso di scelte politiche che hanno progressivamente smantellato il disarmo a favore di un riarmo strutturale. Scelte quali: il collasso nel 2019 del Trattato Inf per vietare i missili a medio raggio, la rottura dell’accordo con l’Iran per il nucleare, la perdita di efficacia del Trattato di non proliferazione nucleare, il mancato rinnovo dell’accordo New Start tra Stati Uniti e Russia per la riduzione delle armi nucleari quando Mosca aveva già spostato le testate in Bielorussia, la corsa al riarmo europeo, con la decisione di Macron di arricchire il proprio arsenale atomico e di proporre un ombrello nucleare francese per l’Europa, premesso tutto questo

è evidente, purtroppo, che la strategia della deterrenza come garanzia di sicurezza, non ha funzionato, che la scelta del riarmo ha generato instabilità e che le crisi sono aumentate sfociando in conflitti di cui sono protagonisti soprattutto le potenze nucleari. Ripercorrendo il passato: venti anni di guerra in Afghanistan e oltre 200.000 vittime, la destabilizzazione della Libia, la situazione di Iraq e Siria nonostante guerre preventive in nome di una democrazia che se va invocata chiede di far luce sulle ambiguità degli stati del Golfo Persico. È evidente che forti interessi economici e finanziari sono il vero motore di azioni, come in Venezuela, giustificate in nome della lotta alle dittature, è evidente che non vi sono diritti umanitari da invocare per fermare gli stermini, Gaza lo ha dimostrato e dimostra. Le conseguenze della guerra sono gravi sia in termini di costo di vite e di rischi per chi combatte e per i civili, Da non sottovalutare nemmeno le ripercussioni economiche e sociali, come l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e come le scelte di bilancio. Per fare un esempio su quest’ultimo aspetto: in Italia in due mesi sono stati presentati e approvati progetti per 20 miliardi di acquisti di nuovi sistemi d’arma, e sono stati negati 5 miliardi necessari al congedo parentale. Di fatto, mentre la retorica della sicurezza si espande, la partecipazione democratica si svuota di senso e significato e la vita è a rischio, la dignità si frantuma.
In considerazione di quanto sopra, il Consiglio Comunale di Stazzema, riunito in data 10 marzo 2026, nel solco della cultura di pace che promana dall’eccidio di Sant’Anna, in piena sintonia con le finalità del Parco Nazionale della Pace e nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica,

condanna l’iniziativa bellica di Usa e Israele e ribadisce la necessità e l’urgenza di rimettere al centro il diritto, di recuperare la soluzione per via diplomatica, di riaprire il confronto democratico, rafforzando le reti non violente per tenere vivo il dialogo fra le parti, e

si dichiara altresì contrario ad ogni forma di sostegno al conflitto nella consapevolezza che non vi è alcuna differenza fra chi invia armi e chi le utilizza, come non vi è fra il garantire un supporto logistico militare e coloro che vanno a bombardare.

Stazzema, 10 marzo 2026 Anna Guidi

Ultimo aggiornamento: 20/03/2026, 11:47

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