Stazzema, territorio di uomini di valore, coraggio e dell’antifascismo: salgono a tre i “Giusti tra le Nazioni” che salvarono ebrei in tempo di guerra

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Il Comune di Stazzema accoglie con profonda soddisfazione la decisione dello Yad Vashem di Gerusalemme di conferire il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a don Egisto Salvatori e Stella Coppedé, protagonisti di una straordinaria vicenda di solidarietà

Data:

19 Luglio 2026

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STAZZEMA. Il Comune di Stazzema accoglie con profonda soddisfazione la decisione dello Yad Vashem di Gerusalemme di conferire il titolo di “Giusto tra le Nazioni” a don Egisto Salvatori e Stella Coppedé, protagonisti di una straordinaria vicenda di solidarietà e di coraggio durante gli anni della persecuzione nazifascista.

Con questi due nuovi riconoscimenti, diventano tre le figure legate alla storia del Comune di Stazzema insignite della più alta onorificenza civile conferita dallo Stato di Israele a quanti, mettendo a rischio la propria vita, salvarono cittadini ebrei dalla Shoah. Ai due nuovi riconoscimenti si aggiunge infatti quello già attribuito negli anni scorsi a don Innocenzo Lazzeri, parroco di Sant’Anna di Stazzema, che tentò di sacrificare la sua vita per salvare quella di 130 bambini donne e anziani sulla piazza della chiesa, e per questo gesto fu poi insignito della Medaglia d’Oro al Merito civile.

Don Egisto Salvatori, parroco di Terrinca, e Stella Coppedé offrirono rifugio e protezione a due donne ebree in fuga dalle persecuzioni. Grazie alla loro scelta di umanità e al sostegno della comunità locale, una delle due donne poté portare a termine la gravidanza e dare alla luce la figlia Adriana, chiamata familiarmente “Lilli”, salvando così una nuova vita dalla barbarie della guerra. I loro nomi saranno iscritti nel Muro d’Onore del Giardino dei Giusti dello Yad Vashem, a Gerusalemme, a testimonianza di un esempio destinato a rimanere nella memoria universale. Nel febbraio del 1944, nel pieno di quello che poi si scoprì essere l’Olocausto, due giovani donne, Enrica Cremisi, incinta, e sua cognata Elda Funaro con i suoi due bambini si trasferirono a Terrinca. Proprio nella casa di Stella Coppedè e del parroco del paese, don Egisto Salvatori, trovarono solidarietà e protezione. In seguito, nel giugno del ’44, Enrica, nell’ospedale di Seravezza, diede alla luce una bambina, Adriana, familiarmente chiamata “Lilli”.

«Questa notizia rappresenta per tutta la nostra comunità un motivo di profondo orgoglio – dichiara il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona -. Sapere che oggi sono tre le figure della nostra storia riconosciute come Giusti tra le Nazioni significa vedere riconosciuti quei valori di solidarietà, coraggio, umanità e rispetto della persona che appartengono all’identità più autentica del nostro territorio. Stazzema è conosciuta nel mondo per il dolore della strage di Sant’Anna, per i nostri valori antifascisti nati da esempi luminosi di uomini e donne che, nei momenti più drammatici della storia, seppero scegliere il bene, rischiando la propria vita per salvare quella degli altri. È un patrimonio morale che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire e trasmettere alle nuove generazioni come fondamento della cultura della pace, della memoria e dei diritti umani».

Il nuovo riconoscimento rafforza ulteriormente il legame tra Stazzema e i valori della memoria, della solidarietà e della difesa della dignità umana. Un legame che trova la sua espressione più alta anche nella figura di don Innocenzo Lazzeri, la cui casa natale si trova a Pontestazzemese dove è affisso un busto in suo ricordo e dove ogni anno viene depositata una corona di alloro l’11 agosto. E’ nelle intenzioni dell’amministrazione comunale acquistare questa abitazione per valorizzarla in un progetto di memoria, storia e cultura.

«Il nostro Comune – aggiunge l’assessore alla cultura Anna Guidi – conta ben tre Giusti fra le Nazioni, onorificenza attribuita dallo Yad Vashem di Gerusalemme che premia chi, non ebreo, ha salvato anche un solo ebreo durante la Shoah senza alcun interesse economico, ma bensì per umanità e senso di vera giustizia. Nel 2018 è stato insignito del titolo don Innocenzo Lazzeri, medaglia d’oro al valor civile per la strage di Sant’Anna, fu riconosciuto giusto per aver salvato a proprio rischio e pericolo la famiglia Sraffa nascondendola in canonica a Farnocchia. Adesso don Egisto Salvatori, parroco di Terrina che, aiutato da Stella Coppedè, accolse due donne in fuga con prole. Una di esse, Enrica Cremisi, era incinta e partorì con l’aiuto di due suore, una bambina, Lilli, al Campana di Seravezza. Anche la signora Sraffa aveva fra le braccia una bambina attaccata al seno. Storie di gente comune, parroci di campagna e donne di paese che con generosità rischiano di persona per salvare altre persone dalla morte. Il pensiero va anche a queste mamme in fuga, gravide, con neonati, con bambini più grandicelli. Enrica non aveva latte a sufficienza: come avrebbe potuto? Fame e ansie. Lilli fu allattata dalle donne di Terrinca che stavano allattando i propri figli. Gesti di amore . E i parroci vanno oltre i confini della loro fede in nome del loro di amore. Giusti per amore, e Giusto anche don Aldo Mei, un altro grande che ha lottato contro le persecuzioni nazifasciste pagando con la propria giovane vita».

Ultimo aggiornamento: 24/07/2026, 12:07

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